martedì 12 giugno 2018

Conto corrente condominiale e pignorabilità

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Le somme che ciascun condomino versa a titolo di contributo per sostenere le cosiddette "spese condominiali" devono obbligatoriamente essere depositate su un conto corrente intestato al condominio, appositamente aperto a cura dell'amministratore (art. 1129 c. 7 c.c.).
Il Tribunale di Cagliari seguendo una corrente giurisprudenziale ormai pacifica, ha affermato che il conto corrente condominiale è pignorabile da parte del creditore del condominio.
Tale azione è infatti finalizzata a soddisfare in via esecutiva la sola obbligazione per l'intero gravante sull'amministratore e non interferisce col meccanismo del beneficio di escussione previsto dall'art. 63 c.2 disp. att. c.c., il quale è posto a presidio unicamente dei distinti obblighi pro quota spettanti ai singoli.

Trib. Cagliari 27 febbraio 2018

lunedì 11 giugno 2018

Supercondominio: come votano i rappresentanti condominiali

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 Nei supercondominii (art. 1117 bis c.c.) che abbiano più di sessanta condomini, è necessario che ogni condominio   facente parte del complesso elegga (in apposita assemblea) un soggetto rappresentante che partecipi poi all'assemblea di supercondominio relativa alla gestione ordinaria e alla nomina dell'amministratore.
Per le assemblee di supercondominio aventi all'ordine del giorno argomenti diversi da questi (e quindi atti di gestione straordinaria), hanno invece diritto di partecipare tutti i condomini dei vari condominii, secondo le normali regole assembleari.
Il rappresentante da inviare all'assemblea del supercondominio è eletto dall'assemblea di ciascun condominio con un numero di voti che rappresenti la maggioranza degli intervenuti e almeno ⅔ del valore dell'edificio, e può essere anche un estraneo al condomini.
I vari rappresentanti (quindi uno per ogni condominio facente parte del supercondominio) votano in rappresentanza dei millesimi di cui sono (ciascuno) portatori. Non tutti i rappresentanti, pertanto, esprimono un voto avente pari "peso", qualora gli edifici facenti parte del supercondominio risultino diversi e con valori millesimali differenti.

avv. Mauro Colombo

venerdì 8 giugno 2018

Incendio della canna fumaria: il condomino risarcisce i danni al condominio


condominio danni risarcimento

Quando un condomino provvede a far svolgere lavori di manutenzione e riparazione urgenti delle parti comuni dell'edificio, danneggiate da una sua specifica condotta illecita (come i danni dovuti ad un incendio causato dalla sua canna fumaria nella quale scaricava una stufa non adeguata alle normative), non matura il diritto a farsi rimborsare dagli altri condomini.
Infatti le opere che il condomino ha fatto svolgere sulle parti comuni danneggiate dall'incendio (come il tetto e la facciata) rappresentano una forma di risarcimento del danno in forma specifica.


Cass. 28 maggio 2018 n. 13293

giovedì 7 giugno 2018

Costituzione di un "Fondo morosi"

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La costituzione, decisa in sede assembleare, di un fondo patrimoniale destinato a coprire i mancati introiti dovuti alla presenza di condomini morosi, si concretizza, di fatto, come un meccanismo finalizzato a modificare il criterio legale di riparto proporzionale di spesa, come previsto dall'art. 1123 c.1 c.c.
Per tale ragione, la costituzione di un "fondo morosi" può essere validamente decisa in assemblea solo all'unanimità (cioè 1000 millesimi). 
Una votazione a maggioranza non può pertanto deliberare di ripartire tra i condomini adempienti il debito dei condomini non in regola con il versamento delle rispettive quote.


Trib. Roma 29 maggio 2018 n. 10787


martedì 5 giugno 2018

Cantine allagate: chi paga la manutenzione?


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Qualora un edificio condominiale sia soggetto, per conformità del suolo e soprattutto a causa dell'innalzamento della falda acquifera, a periodici e imprevedibili allagamenti nei sotterranei adibiti a cantine, è necessario affrontare correttamente la suddivisione delle spese necessarie per ovviare al problema.
Poichè gli allagamenti prima ancora di interessare le singole cantine danneggiano le fondazione del palazzo, le quali permettono all'intero stabile di esistere, è corretto che i costi per le opere di manutenzione ordinaria e straordinaria affrontati dal condominio siano posti a carico di tutti, secondo la tabella millesimale di proprietà.
Sarebbe scorretto addossare la spese solo ai proprietari degli scantinati, giacchè le fondamenta del palazzo esistono nell'interesse di tutti, così come le strutture portanti poste nel sottosuolo. Una eventuale delibera assembleare di tale portata è annullabile.



Trib. Lucca 3 maggio 2018 n. 718

lunedì 4 giugno 2018

Il diritto ad ottenere il Registro di anagrafe condominiale


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Tra i vari Registri condominiali obbligatori che l'amministratore deve predisporre, curare e tenere aggiornati, vi è quello dell'Anagrafe condominiale (art. 1130 c.1 n. 6 c.c.).
Di tale registro (come degli altri) ciascun condomino ha diritto di prendere visione, gratuitamente, ed estrarre copia, a proprie spese (art. 1129 c. 2 c.c.).
Ecco perchè in caso di rifiuto da parte dell'amministratore ad esibire e lasciare estrarre copie, il condomino può richiedere ed ottenere un decreto ingiuntivo per la consegna del registro.

Trib. Chieti 31 gennaio 2018 n. 8

venerdì 1 giugno 2018

Immobile non utilizzabile e tassa sui rifiuti


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La Corte di Cassazione, risolvendo una controversia sorta quando il Comune di Lucca chiedeva ai contribuenti la TIA (tariffa igiene ambientale), poi sostituita dalla TARES, ha affermato che il contribuente che dimostri che l'immobile non è stato occupato o utilizzato per assenza dei servizi essenziali e come tale non aveva l'idoneità alla produzione dei rifiuti, è esentato dal pagamento della tariffa di igiene ambientale (TIA).

Infatti, il presupposto impositivo della TIA è la disponibilità di locali idonei alla produzione di rifiuti, presupposto che nella fattispecie risultava insussistente in quanto i locali in questione non avevano al tempo tale idoneità per assenza dei servizi essenziali e risultavano in effetti non occupati.


Cass. 25 maggio 2018 n. 13120